Ch. Refrattiva

Chirurgia Refrattiva

Eliminare l’uso degli occhiali o delle lenti a contatto attraverso una procedura chirurgica.

“Chirurgia refrattiva”
Intervista al Prof. Michele Vetrugno

Le tecniche più usate

PRK, Lente intraoculare fachica e Sostituzione del cristallino.
La Femtolasik si sta affermando come il futuro della chirurgia.

Leggi l’articolo di approfondimento sulla tecnica Femtolasik
(La Repubblica, 2021)

 

Femtolasik

La Femtolasik è un’innovativa tecnica laser, rapida, precisa, sicura, ed indolore che si avvale di due tipologie di laser: il Laser a Femtosecondi e il Laser ad eccimeri, e di una procedura totalmente computerizzata e personalizzata che consente la massima precisione di esecuzione migliorando sensibilmente la qualità del risultato visivo.

Il FEMTOLASER è una sorgente laser altamente sofisticata che riesce a sezionare il tessuto corneale come un bisturi: pertanto con questa tecnica si abbina l’uso del laser ad eccimeri per effettuare il trattamento dei difetti di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo) con quello del laser pulsato a femtosecondi (femtolaser), per la creazione del lembo corneale, che funge da protezione al trattamento stesso. In pratica il Femtolaser scolpisce e seziona una lamella di cornea, che viene ribaltata dal chirurgo per esporre la zona in cui il laser ad eccimeri effettua la correzione del difetto refrattivo. Alla fine della procedura, il chirurgo riposiziona il lembo corneale.

Per questo motivo la Femtolasik pur essendo una procedura rapida come la PRK, garantisce un recupero visivo più rapido e permette una correzione duratura dei difetti di vista. Inoltre risulta essere una procedura indolore anche nel postoperatorio, non necessita di bendaggio o di applicazione di lenti a contatto terapeutiche, non richiede aghi, lame o bisturi di alcun tipo, e quindi ha minimi effetti secondari: modesto e breve bruciore oculare solo nelle prime ore post-operatorie. È considerata la tecnica laser di elezione per l’ipermetropia: numerosi bandi di concorso pubblici la richiedono per questo difetto refrattivo.

PRK con laser ad eccimeri

La tecnica PRK prevede l’uso del laser ad eccimeri sulla superficie della cornea. Tale laser consente di rimodellare la superficie corneale in funzione del difetto refrattivo: pertanto agisce assottigliando la parte centrale della cornea (correzione miopia), o quella paracentrale (correzione ipermetropia), o un meridiano specifico (correzione astigmatismo). L’oculista asporta con un’apposita spatolina lo strato più superficiale (epitelio) della cornea e poi, tramite un laser a eccimeri, manda una particolare luce ultravioletta sulla cornea stessa, per «scolpirla» e appiattirla. I raggi laser disintegrano e trasformano in vapore i tessuti che colpiscono (questo fenomeno viene chiamato ablazione), e creano una nuova geometria. Questi interventi, com’è facile capire, devono però essere eseguiti con una precisione estrema, a una profondità prestabilita e su microaree ben definite della cornea. Stiamo parlando di millesimi di millimetri, che la mano del chirurgo non è certo in grado di gestire direttamente. Infatti è la macchina a compiere l’ablazione, a parte la rimozione iniziale dell’epitelio, ma è lo specialista ad impostare i dati e a controllare che il tutto si svolga correttamente. Nelle ore successive all’intervento può comparire dolore, anche forte. Frequente è pure la lacrimazione, il fastidio alla luce e un certo bruciore. Il dolore viene controllato con farmaci analgesici e con un’apposita lente a contatto terapeutica, applicata alla fine dell’intervento, che verrà rimossa dopo cinque-sei giorni. La guarigione anatomica (cioè la guarigione della ferita provocata dalla rimozione dell’epitelio e dal raggio laser) si completa in tre-cinque giorni. Solo quando la superficie corneale riacquista il suo aspetto normale, la visione comincia a diventare limpida.
Il recupero visivo totale richiede, però, un tempo maggiore (una o due settimane), mentre la stabilizzazione definitiva arriva dopo alcuni mesi.

Lente intraoculare fachica

La Lente intraoculare fachica (in inglese: PIOL, Phakic intraocular lens) è una particolare lente intraoculare che impiantata chirurgicamente nell’occhio corregge il difetto di vista del paziente. Sono chiamate fachiche perché la lente naturale dell’occhio (cristallino) è lasciata intatta. Le lenti intraoculari fachiche sono indicate per pazienti con un alto errore rifrattivo e quando le correzioni chirurgiche mediante laser sono controindicate. Le lenti fachiche sono progettate per correggere un grado di miopia tra i -5 e i -20 D e se il paziente ha abbastanza profondità nella camera anteriore di almeno 3 mm. Il vantaggio di questa tecnica è che le lenti sono rimovibili, e quindi l’effetto rifrattivo è teoricamente reversibile.

Sostituzione del cristallino

L’intervento consiste nel sostituire il cristallino naturale con uno artificiale allo scopo di correggere i vizi di refrazione. Si tratta tecnicamente dell’intervento di cataratta ma con finalità prevalentemente estetiche. Le indicazioni sono pertanto la miopia elevata, l’ipermetropia elevata, l’astigmatismo, la presbiopia. Anche in questi casi è fondamentale la selezione del paziente perché si tratta di un intervento di chirurgia estetica: è necessario correlare al meglio le aspettative del paziente con la sua storia clinica e l’entità del difetto di vista. Le moderne lenti intraoculari PREMIUM consentono una ottima correzione bifocale, oltre alla correzione di astigmatismi elevati, non correggibili con altri mezzi. Inoltre le miopie ed ipermetropie elevate trovano in questa tecnica una correzione molto più soddisfacente rispetto a quella con lenti a tempiale.

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